lunedì 8 novembre 2010

Come piacere al proprio uomo: prima mini guida


Hai paura che il tuo partner sia assuefatto dalla vita sessuale di coppia? hai voglia di tenertelo stretto afferrandolo per la cintura? o hai semplicemente voglia di stupirlo?
Ebbene, non esistono ovviamente formule sicure per eccitare un uomo nel lungo periodo, ma di certo ci sono alcune accortezze semplici ed efficaci che possono aiutare.

eccone alcune:

- FATTORE INIZIATIVA:
è normale che sia l'uomo a prendere l'iniziativa, iniziativa che molto spesso non viene accolta con favore dalla donna che sia per i modi (irruenza, carenza di manifestazioni d'affetto, contesto, ecc..) sia per le tempistiche (siete appena riaccasate stanche e sudate, avete appena finito di mangiare, c'è il bucato da stendere ancora in lavatrice, ecc...). Ogni uomo ha di certo assistito a questo tipo di malessere femminile perciò, almeno talvolta, cerca di prevenirlo ;)
Puoi prendere tu l'iniziativa, puoi stupirlo. In fondo di certo conoscerari cosa piace al tuo partner e anche non dovesse essere il tuo "piatto preferito", una volta ogni tanto puoi cucinarglielo e godere già solo del suo piacere.

- FATTORE FORMALE:
hai l'abitudine di rientrare a casa e dopo la doccia metterti subito in "tenuta da casa"? magari quella bella di pile con gli orsetti? beh, nulla da rimproverare, sul serio.
Però, ogni tanto, dai un taglio alla routine della tuta da casa. Non sto ponendo l'imperativo dei reggicalze tutte le sere, sto solo suggerendo, di tanto in tanto, di presentarti vestita da battaglia;
indossa qualcosa che esalti le tue forme e con le autoreggenti di solito vai sul sicuro, provare per credere!

- FATTORE OLFATTIVO:
l'odore ha un forte influsso su ciò che è passibile di rischio nausea da routine. Gli odori evocano diverse emozioni nella persona e la monotonia applicata nel campo olfattivo può causare problemi.
Hai un profumo preferito? benissimo, non abusarne. Cambia ogni tanto fragranza, anche del deodorante. Puoi alternare profumi, detergenti e deodoranti evitando questo rischio senza fare alcuno sforzo, anzi.... avrai più profumi nell'armadietto :)

- FATTORE TABU':
tutti hanno delle remore ad intraprendere certi atteggiamenti ritenuti lontani dalla propria personalità. Che si tratti di tabù o di semplici riserve psicologiche NON abbandonarti ad esse; anche le "non abitudini" contribuiscono ad alimentare la noia nella relazione.
Molto spesso è proprio quello che tu neghi al partner a costituire il desiderio eccitante del tuo uomo. Almeno saltuariamente puoi contribuire a stupirlo e soddisfare queste sue aspettative e non è assolutamente da escludere il fatto che alla fine...ti piaccia.




Nei prossimi giorni pubblicherò, man mano che mi vengono in mente, altri suggerimenti sull'argomento.
Nel frattempo puoi commentare questo articolo o scrivermi per suggerirmi aspetti da inserire nell'omologa guida per i maschietti che vogliono tenersi stretta la propria partner.

Pneumatici da neve e catene a Milano e sulle provinciali lombarde: DIETROFRONT


Qualche mese fa era scattato l'allarme per un'ordinanza che sanciva l’obbligo di tenere a bordo catene da neve o montare pneumatici invernali sulle strade provinciali dal 15 novembre. Per fortuna c'è stato un clamoroso dietrofront della provincia che a quanto pare s'è trovata impossibilitata a procedere.
Rinviato sine die. L’obbligo di gomme invernali (o di catene a bordo) non entrerà in vigore il 15 novembre come annunciato (…) Conclusione: ordinanza rinviata «a data da destinarsi». Probabile, a questo punto, che l’obbligo di pneumatici da neve, almeno per quest’inverno non scatterà
Già da qualche settimana era scattato l'allarme speculazione per l'impennata dei prezzi degli penumatici invernali e delle catene che avrebbe spennato per bene i cittadini.


Uno dei motivi che ha portato la provincia a ritornare sui suoi passi è stata l'impossibilità per i pochi fondi a piazzare quel migliaio di cartelli informativi per le strade.
Su Al Volante troviamo qualche dettaglio curioso in più:
Sulla decisione di oggi ha pesato anche il problema delle ambulanze (pochissime quelle attrezzate con gomme termiche) e, soprattutto, la mancanza degli appositi cartelli di segnalazione: un migliaio quelli che si sarebbero dovuti installare (…) i (pochi) fondi a disposizione avrebbero consentito l’installazione di appena un centinaio di cartelli

I lombardi l'hanno scampata bella

sabato 6 novembre 2010

Scorsere romanza il proibizionismo grande ipocrisia del 900



Martin Scorsese, grandissimo regista i cui capolavori rimangono nell'albo dei film piu belli del 900, è al lavoro per completare un film sul proibizionismo americano risalente agli inizi del secolo scorso.
Per quasi 15 anni, agli inizi del 900, il proibizionismo bandì la fabbricazione e il consumo di alcool in America.
L'alcool era visto come un fattore deviante, una sostanza che traviava le persone, anche quelle per bene, rendendole inconsapevolmente pericolose per sè e per la società.
Riconoscete il tipo di ipocrisia? no? allora aspettate di leggere le conseguenze che ha avuto il proibizionismo per completare il quadro.
Quale fu il risultato della politica proibizionista? l'alcool veniva consumato illegalmente. Come è facilmente immaginabile non era possibile stroncare totalmente un vizio con un banale divieto.
Buona parte dei consumatori si recavano in locali illegali per poter bere. Conseguenze? Persone per bene, la cui unica colpa era il desiderio di bere vino, birra o similari, entravano nella schiera dei fuorilegge a tutti gli effetti ed erano costretti a pagare un prezzo esorbitante per ogni consumazione. Infatti il valore commerciale di un qualsiasi prodotto o servizio si ingigantisce nel momento in cui questo viene bandito dalla legalità. Inoltre le somme ingenti di denaro, frutto del mercato illegale dell'alcool, entravano esclusivamente nelle tasche della malavita organizzata. Negli Usa la mafia ha pagato ingenti mazzette per anni ai politici per far sì che il proibizionismo restasse in vigore così da poter controllare un giro d'affari enorme per un mercato, quello del vizio, che non sarebbe mai calato.


Ora riconoscete l'ipocrisia che oggi applichiamo per altri prodotti o servizi?
Al giorno d'oggi ridiamo al pensiero che saremmo dei fuorilegge nel momento in cui consumassimo una birra, o che saremmo condannati nel caso di abuso di alcool invece di essere ricoverati in un ospedale.
Tutti noi, persino i più virtuosi, cedono a un bicchiere di vino al pasto, o a un whisky in compagnia la sera e reputiamo obsoleta e eccessivamente censoria una politica che non che lo permettesse.
Probabilmente è lo stesso pensiero che avranno i nostri figli o nipoti su certi approccii proibizionisti che vigono nella nostra società attuale.
Analizziamo come funziona oggi il mercato dei vizi (perchè sono sempre i vizi ad essere proibiti):
droga e prostituzione oggi sono illegali, con che risultato? nessuno consuma rapporti sessuali a pagamento? nessuna donna si prostituisce? nessuno assume sostanze stupefacenti? nessuno le produce e le spaccia?
Assolutamente no. Il traffico di beni e servizi illegali è enorme e ben più grande di quello che ci si aspetti. Le associazioni malavitose prosperano sfruttando questo mercato da miliardi di euro l'anno.


Faccio una piccola ipotesi, una assurda, senza alcun fondamento nè logica nella società in cui viviamo oggi. Uno scenario utopico in cui mi guardo bene dal volermici ritrovare ( XD ).
Mettiamo il caso, ricordo per assurdo, in cui le droghe e la prostituzione venissero legalizzate.
Prima che qualcuno gridi allo scandalo e annunci la fine della civiltà e della moralità, analizziamone le possibili conseguenze:
Se per caso stupefacenti e prostituzione fossero disponibili in appositi luoghi controllati? se fossero sottoposti ad un bollo statale come per le sigarette?
Se così fosse, ogni consumatore usufruirebbe di un "controllo qualità" (vogliamo elencare tutti i morti per sostanze chimiche mischiate alle droghe o le persone che contraggono malattie veneree causate da rapporti con prostitute malate?), di un'assistenza medica adeguata senza il timore di venir schedati e non sarebbero più costretti a rivolgersi a malavitosi per ottenere la loro dose di vizio. Inoltre lo stato incasserebbe miliardi di euro strappandoli di mano alle mafie internazionali.
Spesso i mass media producono dossier sullo sfruttamento della prostituzione e sottopongono l’opinione pubblica allo strazio della conoscenza del dolore che la malavita infligge alle donne o ragazzine costrette a lasciare il proprio paese e a vendersi pericolosamente. Perchè allora non si analizza il caso in cui ogni donna che professasse questo mestiere lo facesse volontariamente?
E infine analizziamo il punto sanitario sul quale marciano convinti i moralisti. L’alcool che è una sostanza stupefacente legale, ha effetti molto dannosi sul nostro organismo se ne si abusa e ottenebra la mente al punto di rendere un individuo pericoloso come nel caso della guida in stato di ebbrezza. Lo stesso discorso non può essere applicato alle cosiddette droghe leggere che anzi riducono l’aggressività e l’eccitazione tanto da diminuire sensibilmente il rischio di provocare danni. Vogliamo analizzare la dipendenza creata dalle droghe? molte droghe, soprattuto quelle considerate pesanti, provocano elevata dipendenza con conseguente crisi d’astinenza in caso di interruzione delle somministrazioni. Lo stesso discorso tuttavia è valido tanto per l’alcolismo quanto il tabagismo.

Lo scopo di questo post è di pure riflessione filologica su un tema delicato ed è molto lontano dall'istigazione all'uso o lo spaccio di sostanze stupefacenti.
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